Bergamo, 22.03.2010 - Sarà un caso ma nella prima uscita, dopo mesi, con un modulo di gioco differente dal consueto e asettico 4-4-1-1 i nerazzurri di Mutti hanno raggiunto la vittoria che inseguivano da 5 giornate, non molte in linea generale, un'eternità in ottica salvezza. A dire il vero la caratura degli avversari si è dimostrata prossima allo zero, anche e soprattutto per le esclusioni e i malumori che serpeggiano nello spogliatoio e nella sede da parecchie settimane.
Lo schieramento più equilibrato, in grado di coprire maggiormente il campo anche in fase di possesso e capace di favorire maggior appoggio ai laterali (il 4-4-2) non era stato possibile in precedenza per le assenze di elementi "chiave" a metà campo. Con il recupero, sino al nuovo infortunio di sabato, di De Ascentis e quello di Guarente si poteva modificare il sistema di gioco già da qualche settimana, ma solo la squalifica di Doni ha obbligato il tecnico bergamasco alla scelta rivelatasi migliore.
LA SALVEZZA - La vittoria, francamente insperata, della Lazio sul difficile campo di Cagliari ridimensiona il raggiungimento dei tre punti da parte degli orobici; anche il passo spedito del Siena di Malesani, imbattuto da sei turni, preoccupa non poco gli atalantini.La distanza dalla Lazio resta sempre di quattro punti, una distanza non impossibile da colmare. Ancora più importante, considerando il calendario, sarebbe una vittoria casalinga contro il Cagliari nel prossimo fine settimana.
Una rapida e superficiale visione del calendario evidenzia come siano imprescindibili le vittorie interne nel sogno salvezza nerazzurro: le gare esterne con Juventus, Roma, Inter e Napoli sembrano infatti essere ostacoli difficilmente superabili allo stato attuale delle cose.
Inizia così il "rettilineo finale" di questo campionato - espressione amata da Ranieri - e il futuro degli Atalantini sembra proprio che debba essere costruito all' "Atleti Azzurri d'Italia", come sempre dopotutto.
Emanuele Alberti