CAGLIARI 02/03/2010: domenica 3 febbraio 2008. Si sta giocando Juventus-Cagliari, punteggio 0-0. Spogliatoi dello stadio Olimpico a fine primo tempo. Pasquale Foggia scuote la testa, non ce la fa a rientrare per la ripresa. Davide Ballardini si guarda attorno e indica sicuro verso la maglia rossoblù numero 7: "Andrea, vai a scaldarti, tocca a te". Quel giorno cambierà la storia del campionato del Cagliari e di un ragazzo tornato da qualche giorno a vestire finalmente la maglia della sua squadra del cuore dopo un lungo (e insensato) esilio. Andrea di cognome fa Cossu e da quel momento non uscirà più dal campo. La sua è una storia straordinaria, di chi ha sempre creduto nelle proprie potenzialità nonostante le sonore bocciature piovute più di una volta. Bravo ma troppo piccolino si diceva di lui sin dalle giovanili. Domenica 28 febbraio 2010, poco più di 2 anni dopo quel freddo pomeriggio invernale di Torino, la convocazione di Lippi avrà fatto ricredere anche gli ultimi scettici riguardo un talento semplicemente cristallino.
UN' ISOLA INTERA IN ESTASI: Cossu arriva alla Nazionale dopo due stagioni giocate con una continuità di rendimento fuori dal comune. Nella sua terra ha finalmente trovato quella dimensione tecnico tattica che più gli si addice. Per anni relegato sulla fascia, prima a Verona, poi a Cagliari stesso nella prima sfortunata avventura in rossoblù (chiusasi non senza un filo di polemica verso l'allora ds Cinquini), è riuscito a imporsi in quello che fu il ruolo del maestro di cui si candida a diventare l'erede nel cuore dei tifosi, Gianfranco Zola, non certo uno qualunque. Sicuramente l'ex giocatore del Chelsea aveva qualcosa in più a livello balistico (lo scarsa attitudine al gol rimane forse l'unico vero neo del trequartista cagliaritano), ma l'attitudine al sacrificio di Cossu, unita a una classe limpida come il mare di Sardegna, non poteva passare inosservata a un intenditore come Lippi, alla disperata ricerca di fantasia per una Nazionale ormai priva di un Totti e un Del Piero troppo in là con l'età. Così a Coverciano a palleggiare con i vari De Rossi, Pirlo e Chiellini c'è proprio lui. Il quarto sardo (assieme a Sirigu) a vestire la maglia azzurra dopo Cuccureddu, Matteoli e Zola. Il primo cagliaritano assoluto. Una gioia incommensurabile per tutta l'Isola.
SUBITO TITOLARE??: e nella testa di Lippi Cossu non dovrebbe certo recitare la parte della comparsa. Per l'amichevole contro il Camerun in programma domani notte nel mitico stadio Louis II di Montecarlo il CT ha infatti in mente un'autentica rivoluzione tattica (il passaggio al finora mai utilizzato 3-4-3) nella quale il trequartista cagliaritano occuperebbe un ruolo fondamentale alle spalle di Borriello insieme al capocannoniere del campionato Di Natale (anche Marchetti dovrebbe partire dall'inizio). A cento giorni dal Mondiale un importante occasione per continuare a sognare. Chissà che il numero 7 rossoblù non riesca a sbancare anche Montecarlo. La Sardegna intera domani notte sarà davanti alla tv a tifare per lui. Comunque andrà sarà un successo.
Damiano Conciadori