CAGLIARI: in perfetto stile Cellino, Allegri è stato esonerato e il Cagliari è stato affidato a Giorgio Melis, allenatore della Primavera rossoblù, che sarà coadiuvato da Gianluca Festa, uno dei protagonisti della squadra di Ranieri e, in un momento successivo, di quella che, con Zola, Suazo e Esposito, è ritornata in serie A dopo quattro stagioni in B. Che si tratti di una tempesta ci sono pochi dubbi e non è neanche giustificata dalla serie nera di sette sconfitte e due pareggi nelle ultime nove partite. Se la rottura fosse stata determinata dal ko con la Juventus di domenica scorsa, l'esonero sarebbe arrivato la sera stessa o, al massimo, lunedì. È giunto, invece, ieri intorno alle 22, dopo alcune ore di tempestose telefonate sull'asse Miami-Cagliari.
MINUTO PER MINUTO Il presidente Cellino si trova in questi giorni a Miami, da dove ha seguito le vicissitudini della squadra. Ieri sera, Cellino prende l'iniziativa. Alcune sue fonti italiane lo informano che Allegri ha già firmato il contratto con la Juventus per la prossima stagione (fatto che il tecnico smentisce categoricamente) e questo fatto - che Cellino considera gravissimo - è andato ad aggiungersi al recente curriculum della squadra, che sta marciando a media di retrocessione. Cellino, tramite il dg Francesco Marroccu, propone ad Allegri l'adeguamento del contratto in scadenza nel giugno 2011 e l'allungamento sino al 2012. «Deve sposare il progetto», la spiegazione di Cellino. Allegri rifiuta. Cellino propone le dimissioni, Allegri dice no e arriva la telefonata definitiva di Marroccu: «Esonero».
LE VERSIONI Sin qui, la ricostruzione degli avvenimenti delle due parti coincidono. Divergono, invece, su un antefatto, avvenuto nei giorni immediatamente precedenti la partita con la Sampdoria del 28 marzo scorso. Il Cagliari sta zoppicando ormai da sei partite (sconfitte nel recupero con l'Udinese, Chievo Verona, Genoa, Lazio, Atalanta e faticoso pareggio interno con il Catania), la squadra è falcidiata dagli infortuni, che fermano Pisano, Lopez, Cossu, Lazzari, e Jeda. Cellino e Allegri si incontrano e stabiliscono di non rischiare nessuno degli acciaccati e di puntare sui giovani per affrontare la trasferta di Marassi. Vada come vada.
IL NODO Nell'ambito della discussione, Allegri avrebbe informato il presidente della sua intenzione di lasciare il Cagliari a fine stagione e di rinunciare al contratto in scadenza nel giugno del 2011. Su questo punto, Cellino non concorda: «Non mi ha mai detto una cosa del genere». È un particolare di grande importanza, perché se fosse vero, quando ieri Allegri si è sentito offrire l'allungamento dell'accordo, non poteva che rispondere: «Ma se ho già detto al presidente che vado via»!
LE REAZIONI La notizia viene diffusa dal sito internet del Cagliari con poche, laconiche righe, comprensive del solito ringraziamento per il lavoro svolto, come si usa in questi casi. L'addetto stampa, Marcello Sanfelice, si limita a informare i cronisti che seguono costantemente la squadra con brevi telefonate a cui non aggiunge neanche una parola più del necessario. Muto il telefono del dg Marroccu, risponde, invece, Giorgio Melis che, naturalmente, si limita a poche battute: «Mi dispiace per Massimiliano, sono un dipendente del Cagliari ormai da dodici anni, oltreché grande tifoso rossoblù. Sono pronto a prendere in mano la squadra, l'obiettivo è conquistare la salvezza aritmetica al più presto».
IL TRAGUARDO Il Cagliari è a quota quaranta punti, dovrebbero bastarne altri tre, ma forse anche meno, per mettersi al riparo da qualsivoglia sorpresa. Il primo impegno per la coppia Melis-Festa è complicato: al Sant'Elia arriva il Palermo di Miccoli, lanciato verso l'accesso ai preliminari di Champions League.
MESTO FINALE E dire che meno di tre mesi fa, Allegri si aggiudicava la "panchina d'oro", il premio assegnato dagli allenatori al collega più bravo, battendo nientemeno che Mourinho, che andava via furibondo e senza salutare nessuno dal salone dei congressi del Centro tecnico Figc di Coverciano. La scorsa stagione, dopo il difficilissimo avvio con cinque sconfitte e un pareggio, si era rivelata trionfale e anche quest'anno, a parte il brusco calo finale, le cose si erano messe bene e il Cagliari aveva raggiunto la salvezza con largo anticipo. Non solo. Sino al recupero con l'Udinese, il Cagliari era addirittura nei pressi della zona Champions League e se avesse vinto (era in vantaggio per 1-0 alla fine del primo tempo), avrebbe clamorosamente agganciato la Juventus al quarto posto. Le cose cambiano in fretta. Soprattutto al Cagliari.
LE DICHIARAZIONI RILASCIATE DA CELLINO E ALLEGRI: Cellino non ha una grande voglia di parlare. Si trova da alcuni giorni a Miami e, inizialmente, finge di cadere dalla nuvole. «Che cosa succede»? Succede che ha scatenato un'altra tempesta. «Non voglio rilasciare interviste, posso dire soltanto che è stata una decisione inevitabile e persino tardiva. L'ho presa nell'esclusivo bene della società. I risultati parlano chiaro». Click.
Cellino ha ordinato il silenzio-stampa. Al suo ritorno in Italia, previsto per venerdì mattina, forse il presidente prenderà la parola per spiegare meglio i motivi dell'esonero di Allegri, l'ennesimo della sua carriera di massimo dirigente rossoblù (solo Mazzone, Tabarez, il primo Ventura e Ballardini andarono via spontaneamente), mentre Giorgio Melis è il trentaduesimo allenatore dell'era Cellino.
Allegri è evidentemente turbato ma allo stesso tempo pacato: «Posso solo dire di essere molto dispiaciuto. La squadra aveva voglia di riscattarsi e sono certo che domenica avrebbe giocato una buona partita». Allegri non dice altro, se non dichiararsi disponibile a una rescissione immediata del contratto: «Se la società lo desidera, rinuncio ai due mesi di stipendio di quest'anno e a quelli della prossima stagione».
Fonte: unionesarda.ilsole24ore.com