FIRENZE - Ha sbagliato, ma metterlo in croce non sarebbe giusto. Il deferimento per Mutu, probabilmente, ci sarà ma la sentenza arriverà soltanto a metà Aprile. La difesa cercherà di ottenere uno stop di soli 3 mesi. Ne è convinto Rodella che è l'avvocato di Adrian Mutu: "Sono assolutamente ottimista. Adrian ha assunto questa sostanza per motivi indipendenti dall'attività sportiva“. Per molti il problema è la recidività. Rodella risponde anche a questa domanda: “Non era questa la sede per parlare di recidività, quello è un problema di diritto che sarà affrontato più avanti".
LE PILLOLE DELLA MAMMA - Mutu ieri si è presentato a Roma nelle stanze del Coni davanti al procuratore capo antidoping Ettore Torri. Il giocatore assistito dai suoi legali, si è presentato intorno alle 15 portando con se la scatola delle pasticche incriminate, quella “Capsula de Slabit” acquistata in Romania dalla madre. Il prodotto venduto come erboristico, ha origine cinese (noce, mela, kiwi e altri estratti la composizione dichiarata), ha sulla confezione la certificazione del Ministero della Salute rumeno ed è garantito come «100% naturale». L’attaccante della Fiorentina ha risposto alle domande del procuratore, dichiarando di aver assunto il prodotto non per migliorare le prestazioni atletiche, ma per problemi di stitichezza.
RECIDIVO ? - Ma a preoccupare un po’ tutti non è in realtà la sibutramina, in quanto non viene considerata dalla Wada un prodotto «particolarmente dopante». A tenere in ansia il campione e i suoi legali è invece la questione della recidività (sulla base della squalifica per cocaina che fu inflitta nel 2004 al rumeno quando era al Chelsea). Se questi timori fossero infondati, la sanzione prevista non supererebbe i tre mesi (di cui uno è già scontato).