Milano 16 aprile - La tribolata stagione della Juventus sembra non conoscer fine. I risultati, condizionati da flop di mercato (vedi Melo e Diego) e i numerosi infortuni (l'ultimo di Trezeguet), si associano alle contestazione dei tifosi. Quella stessa tifoseria di cui pochi sentivano la consistenza fino a poco tempo fa, fino all'inizio della crisi. Le due aggressioni, quella prima della partita contro l'Atalanta e quella di ieri, mettono a serio rischio l'unico elemento che dovrebbe essere costante in una squadra: il pubblico.
TORINO SI SVEGLIA - La dispersione che lo stadio Delle Alpi dava è stata in parte attenuata con il trasferimento all'Olimpico. Gradinate più vicine al campo, capienza diminuita: l'effetto ottico di un'affluenza maggiore è ingannevole. In realtà i tifosi juventini, in questi anni di uscita dalla crisi post-Calciopoli, sono diminuiti. Se prima dello scandalo la squadra, che vinceva almeno un titolo l'anno, era seguita da una media di 30 mila tifosi (in casa s'intende), i numeri, dalla serie B a quest'anno, sono sicuramente diminuiti.
L'entusiasmo del ritorno in serie A aveva risvegliato la vecchia guardia fedele dei tifosi, quella che si raffigura con la curva "Gaetano Scirea". Ma l'annus horribilis è il 2010. Prima le contestazioni alla società per non aver prolungato il contratto a Nedved, i cori razzisti contro Mario Balotelli, che hanno portato alla squadra parecchi guai, i fischi contro Melo e Zebina, l'aggressione a quest'ultimo che, colpevole quanto gli altri, s'è preso uno schiaffo sulla nuca. E poi arriva ieri sera: quando i bianconeri vanno in trasferta in una città del sud, vengono accolti come se fossero i 'magi' all'arrivo a Betlemme. Da Torino a Milano la distanza è breve e i Viking si spostano facilmente.
L'AGGRESSIONE - Quaranta di loro, quindi, hanno pensato di "risvegliare" la squadra con un lancio di uova e fumogeni, non solo contro il pullman juventino ma anche contro l'hotel dove la squadra alloggia. Cori contro la dirigenza, in particolare, hanno reso il tutto ancora più grave. La Juventus, adesso, si trova (non soltanto per la trasferta a Milano) senza tifosi. E quelli che sono rimasti 'fedelissimi' le stanno contro.
A queste persone che, come tante altre, sono dispiaciute per l'andamento altalenante e deludente della Juventus, si dovrebbe ricordare che, almeno per i tifosi, il calcio è solo un gioco.
Lucio Perotta