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06/10/2009

LA JUVE DEVE ANDARE IN CHAMPIONS
CON O SENZA DIFESA A TRE BUFFON: "Siamo disponibili"

Primi esperimenti di Zaccheroni per una difesa a tre. Buffon: "Ho giocato anche a Parma con Cannavaro e Thuram".



TORINO, 04/01/10 - I campionati si vincono con la difesa. Quante volte abbiamo sentito dire questo calcio-pensiero vecchio come il gioco del pallone. Ebbene, se questa non è una verità assoluta, almeno è molto vicina. Per questo la filosofia calcistica di molti allenatori parte dal non prendere gol. Da questo poi ci sono le diverse variazioni del caso: chi con l'utilizzo anche eccessivo della tattica del fuorigioco, chi con cinque difensori, chi con la difesa a quattro, chi con la difesa a tre.

LO STORICO 3-4-3 - A quest'ultima categoria, anche se restìo ad essere etichettato, appartiene Alberto Zaccheroni. La sua difesa a tre è diventata celebre, a partire dalla sua Udinese, ma soprattutto con lo scudetto che conquistò con il Milan. Non ha le stesse pretese di ripetere quelle gesta, ma Zac vorrebbe rimediare a qualche problema della Juventus, magari anche passando per una nuova difesa. Eccolo, allora, guidare gli allenamenti con Legrottaglie, Cannavaro e Chiellini centrali e non proprio due Helveg e Bachini, interpretati da Caceres e De Ceglie, sulle fasce. Di sicuro, tra i due, De Ceglie potrebbe interpretare al meglio un ruolo che ti obbliga a scalare sulla linea difensiva, quando attaccati. Allo stesso tempo dovrà dare man forte a un centrocampo che avrà due opportunità in più di scaricare il pallone, oltre alle solite punte. In questo terzetto arretrato, manca un pò di velocità, e solo con Caceres arretrato si potrebbe ovviare al problema. Legrottaglie, tuttavia è abituato a dirigere la difesa, e in questa situazione, sarebbe più importante in una posizione di centrale con Cannavaro a destra e Chiellini a sinistra.

IL NUOVO ZAC - A sovrintendere tutto ci sarà Gigi Buffon che all'appuntamento con i giornalisti, ieri, ha dato la sua disponibilità al cambiamento e al lavoro con il nuovo mister, del quale sono buone le prime impressioni: "Sicuramente sono molto positive, nel senso che, senza voler stravolgere o inventare chissà cosa, si è posto in una maniera molto serena per risolvere al meglio certe situazioni che durante la partita ci creano difficoltà, come lavorare d'equipe per evitare errori evitabili come il gol contro la Lazio. La sua disamina dopo la partita è stata coerente, con il suo lavoro puntiglioso sul campo possiamo risalire la china, non ha la bacchetta magica, ma da parte di tutti c'è la volontà di seguire il suo lavoro".

DIFESA A 3 - Un lavoro, appunto, che potrà portare da qui a qualche giorno il nuovo sistema di gioco con i tre difensori: "Ogni allenatore ha un suo credo. Ritengo che la difesa a tre non sarebbe un problema per me, ci ho giocato anche a Parma con Cannavaro e Thuram. L'ultima cosa che dobbiamo fare è proferire parola sulle scelte dell'allenatore, noi dobbiamo solo dare la nostra disponibilità. Se si comincia a storcere il naso, a creare incertezze, allora si fanno tre passi indietro e questo non lo vogliamo".

CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE - Con o senza la difesa a tre la Juventus deve tornare nelle zone alte della classifica, utili per la qualificazione Champions, senza la quale qualcuno potrebbe lasciare la squadra, forse tranne Buffon: "E' una cosa che non ho preso in considerazione perché non ho neanche preso in considerazione che la Juventus non vada in Champions. C'è il tempo giusto per raggiungere questi obiettivi, perché con questo collettivo, se si è in una buona forma, si può arrivare nelle prime tre posizioni, quindi l'accesso diretto alla Champions, che è il nostro obiettivo come lo è l'Europa League".

ARRIVEDERCI CIRO - Un ultima parola è su Ciro Ferrara, ex tecnico, e non unico artefice della stagione bianconera: "Quando si cambia mister è sempre una sconfitta, perché la legge del calcio dice che è meglio ambiare un uomo piuttosto che venticinque, ma se i giocatori sono intelligenti devono sapere che non ci sono più prove d'appello. Non c'è mai un colpevole, lo siamo tutti, e l'esonero dell'allenatore deve essere un campanello d'allarme per tutti. Mi è dispiaciuto, perché era iniziato tutto bene, c'erano compattezza, convinzione ed entusiasmo, poi le premesse sono venute meno e ha pagato un allenatore e un amico: nessuno può sentirsi escluso da un fallimento globale che ha coinvolto tutti. Sono certo che in meno tempo di quanto immaginiate Ferrara si prenderà le sue rivincite".

 

                                                                                                                      Simone Aporta

04/02/2010
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Commenti


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ospite38107191105 - 30/07/2010 - 01:02
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