LO SPETTACOLO C'E', IL GOL NO. Finisce a RETI INVIOLATE all'OLIMPICO e L'INTER SORRIDE.
E' uno 0-0 che non accontenta né Milan, né Roma. I rossoneri possono recriminare le occasioni sprecate dopo una partita dominata. Clamorosi gli errori sotto porta di Dinho e Huntelaar.
ROMA, 06/03/2010 - Il pareggio non avrebbe accontentato nessuno, ed è andata a finire proprio così. Gioca meglio il Milan, è padrone del campo e costringe una Roma stanca e rinunciataria a difensersi con quasi tutti gli effettivi. Per gli uomini di Ranieri, l'unico modo per tentare di impensierire i rossoneri è ripartire in contropiede, ma contro una difesa come quella di stasera, per Vucinic e compagni è arduo costruire qualcosa di importante. Eppure, la squadra di Leonardo non ottiene i tre punti che tanto avrebbe meritato. Perché? Risposta banale: non segna. E possono mangiarsi le mani Ronaldinho e Huntelaar, quando mandano fuori dallo specchio due palle-gol di una delizia disarmante. Chi sta in vetta alla classifica, domani avrà una grande occasione: allungare su Roma e Milan. Forse non è vero che il pareggio dell'Olimpico non sta bene a nessuno: per l'Inter è un omaggio assai gradito.
PRIMO TEMPO - Partita intensa, ma senza troppe occasioni da gol. Comincia bene la Roma, che nei minuti iniziali effettua un pressing notevole sui centrali rossoneri e attacca con più uomini la trequarti del Milan. Al 3' minuto, De Rossi va in slalom per vie centrali e dopo aver eluso l'intervento di Nesta, lascia partire un tiro a giro che finisce di poco fuori. Cinque minuti più tardi è Julio Baptista a costringere Abbiati a deviare in angolo un gran tiro dalla distanza. Il Milan appare un po' frastornato dalla corsa dei padroni di casa e ci mette qualche minuto prima di cominciare a far girare la palla e avanzare il baricentro. È dalla destra che partono le iniziative più importanti, grazie a un Huntelaar versione ala che ben fraseggia con Flamini e Bonera. Sono proprio gli inserimenti del francese a creare i maggiori pericoli in area romanista, sia con alcuni cross sventati dagli attenti Juan e Burdisso, sia con le sponde a favorire le conclusioni di Borriello e Huntelaar. Al 29', la prima vera palla - gol per il Milan: Ronaldinho, costretto a spaziare su tutto il fronte d'attacco, innesca Borriello in verticale che, da posizione molto favorevole, sbaglia completamente il tiro. Qualche minuto più tardi, il liberissimo Flamini in area giallorossa, lascia partire un tiro - cross intercettato da Burdisso a pochi passi dalla porta, con un grande rischio di autogol. È dunque un buon Milan quello del primo tempo, padrone del campo e in grado di mettere in difficoltà una Roma molto imprecisa e con poco gioco. Tutto sommato, però, sembra il pareggio il risultato più giusto.
SECONDO TEMPO - Se nella prima parte di gara il Milan rimane a guardare, lo stesso non può dirsi della ripresa, quando nei dieci minuti iniziali, un Ronaldinho ispirato fa viaggiare più volte la squadra rossonera sull'asse sinistro del campo. Complici le sovrapposizioni di Antonini, l'area romanista è costretta agli straordinari per ricacciare indietro i rossoneri. Dopo un tentativo sfumato di Flamini, a pochi metri dalla porta, è Borriello ad avere la palla del vantaggio, quando si presenta davanti a Julio Sergio da posizione defilata e, invece di suggerire per Huntelaar libero nel mezzo, tira sul portiere che si salva in angolo. In campo sembra esserci solo la squadra rossonera, tambureggiante sulle fasce, ma poco concreta quando si tratta di concludere a rete. Al 13', Toni fa il suo ingresso in campo al posto di Julio Baptista, e la Roma riesce a venir fuori dalla propria metà campo, senza però impensierire l'ottima retroguardia rossonera. Al 26', è ancora il Milan a sfiorare il gol, dopo un'uscita sbagliata di Julio Sergio, Huntelaar tenta il pallonetto dal vertice destro dell'area, ma non riesce a superare il portiere brasiliano. Intanto, Leonardo manda in campo Abate e Beckham al posto di Antonini e Flamini, quest'ultimo costretto a uscire per qualche problema fisico. Al 29' è la Roma a spaventare il Milan: dopo un cross di Riise, il colpo di testa di Vucinic lambisce il secondo palo.
CHE SPRECHI! - È una partita davvero intensa, che tuttavia gli uomini di Leonardo non riescono a far propria nemmeno quando si presentano occasioni a dir poco colossali: prima Ronaldinho che, solissimo in area, sbaglia incredibilmente la deviazione di testa con Julio Sergio battuto; poi è Huntelaar a mangiarsi un gol praticamente fatto, quando invece di schiacciare a rete, colpisce alto sulla traversa, infastidito dall'intervento scomposto di Burdisso. E per poco non arriva la beffa, quando, all'ultimo minuto di recupero, Riise lascia partire un gran tiro sul quale Abbiati è costretto a un intervento da uomo - ragno. Finisce a reti inviolate e l'Inter può sorridere. La concretezza, questa sconosciuta (a volte).
Una prestazione molto buona, non c'è dubbio: arrivare all'Olimpico e costringere la Roma a difendersi non è roba da poco. Il Milan fa girare la palla, si prende il centrocampo e blocca sul nascere la gran parte delle iniziative degli avversari. Le fasce laterali funzionano e gli inserimenti di Flamini mandano in confusione i giallorossi, molto più attenti alla posizione e ai movimenti di Ronaldinho. Quando poi nella ripresa, Ranieri fa notare ai suoi che il francese gode di troppa libertà, è Dinho a trovare maggiore spazio, creando diverse azioni pericolose.
Per quanto riguarda la difesa, monumentale Thiago Silva, accompagnato da un altrettanto impeccabile Nesta.
La concretezza, i gol, la cattiveria davanti alla porta: caratteristiche che spesso vengono a mancare e divengono causa dei punti persi per strada. Era una partita da vincere, ma i clamorosi errori a tu per tu con il portiere pesano come macigni.