MANCHESTER (ING), 10/03/2010 - La realtà è una: questo Milan non vale il Manchester. Strapazzato, buttato fuori dalla Champions praticamente a pallonate, mai in partita. E non si pensi solo agli infortuni, alla stanchezza, o altre inutili pseudo - attenuanti. La fragilità gli errori e messi in campo dai rossoneri questa sera, sono a tratti grotteschi. Un abc del fallimento che comincia con l'improbabile squadra mandata in campo da Leonardo e si conclude con una prova che permette ai Red Devils di vendicare con gli interessi l'eliminazione del 2007. Dopo il quarto gol subito, l'arbitro Busacca cerca di consolare qualche milanista: immagine che si commenta da sola.
PRIMO TEMPO - La temperatura scende repentinamente circa un'ora prima della partita: Nesta è in forse. Un altro impegno fondamentale della stagione, dopo lo scontro diretto con l'Inter in campionato, al quale il difensore rischia di non partecipare. All'annuncio delle formazioni ufficiali, è freddo vero: Nesta non ci sarà. Al suo posto Bonera, con Jankulovski sulla fascia sinistra. Al 13' minuto, il Milan gela: Rooney, ancora lui, la mette dentro di testa. Lasciato libero da Bonera, sfrutta al meglio un cross di Neville guardato a distanza da Jankulovski: quasi meglio di un'equazione e il passaggio ai quarti ora diventa un miracolo. Eppure, poco prima del gol è proprio la squadra rossonera a sfiorare il vantaggio: Ronaldinho approfitta di una deviazione di Nani per sorprendere Van der Sar, ma il suo colpo di testa finisce di pochissimo a lato; un minuto dopo, un lancio di Thiago Silva dalla metà campo, trova Huntelaar libero in area, ma il suo aggancio è quasi "fantozziano", e l'occasione sfuma. È proprio l'assetto a non convincere: Ronaldinho e Pirlo provano a innescare i compagni, ma la mancanza di velocità e di spinta sugli esterni, rende praticamente inutili i tentativi dei rossoneri. Il Manchester, intanto, cerca di amministrare il lauto vantaggio e quando può, punta dritto all'area di Abbiati, raggiunta spesso con pochissimi tocchi. È dalla destra che arrivano i pericoli maggiori: Neville, non seguito da Dinho, si lancia in avanti e approfitta della collaborazione di Valencia, sul quale la marcatura di Jankulovski è a dir poco imbarazzante. Huntelaar, in attacco, è un pesce fuor d'acqua.
SECONDO TEMPO - Leo prova a raddrizzare la situazione e manda in campo Seedorf al posto di Bonera, modificando radicalmente l'assetto della squadra: Ambrosini raggiunge Thiago Silva al centro della difesa, Flamini e Pirlo si posizionano subito davanti, mentre Huntelaar, Seedorf e Ronaldinho stazionano dietro a Borriello. Un 4-2-3-1 che, nella mente del tecnico, dovrebbe permettere al Milan di arrivare con maggiore pericolosità davanti alla porta di Van der Sar. Purtroppo, viene smentito dopo neanche due minuti di gioco: dopo un controllo sbagliato di Thiago Silva a metà campo, Nani può innescare ancora Rooney che, facile facile, trova il raddoppio. Il colpo del K.O. è servito. Il Milan scompare e, ahimè, soccombe al 14', quando Park penetra nella molle difesa rossonera dalla destra e infila Abbiati per la terza volta. Il resto è solo cronaca di un allenamento dei Red Devils che, a tre minuti dalla fine, trovano anche il poker con Fletcher, libero a pochi passi dalla porta rossonera. Uscire dalla Champions si può, subire umiliazioni no. Questo non è proprio da Milan.
(immagine: acmilan.com)
Samuele Sassu