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Sirene brasiliane, greche e americane: monta il CASO - DINHO.
E se davvero andasse via?

Tanti club alla ricerca di Ronaldinho che dal Brasile fa sapere di gradire il trasferimento al Flamengo. La sua partenza, tuttavia, potrebbe rilanciare il mercato rossonero. Vediamo perché.



MILANO, 12 Luglio 2010 - Tutto tace a Milanello, in attesa del raduno previsto per il 20 di Luglio: né cessioni, né tantomeno acquisti risvegliano dal torpore dell'estate il quartier generale rossonero. Eppure qualcosa si muove nel calciomercato del Milan. Più per vie "sotterranee" e dunque mai troppo annunciate, ma sta di fatto che anche quest'anno  ci potrebbero essere delle sorprese (dolci o amare starà a voi dirlo) nella rosa che andrà ad affrontare la prossima stagione. Un nome su tutti: Ronaldinho. Per il brasiliano, beatamente in vacanza sulle spiagge di Rio de Janeiro, piovono offerte da Europa e Sud America, e il suo futuro sembra sempre più lontano da Milano.

LA DICHIARAZIONE - Vero che nel calcio odierno non esistono più le certezze: di "bandiere" che rimarranno indissolubilmente legate a una squadra se ne constaterà presto l'estinzione. Teoria rafforzata dai tanti giocatori che si lasciano scappare i vari "Non so se resterò qui ...", "Vedremo ..." , ecc., tra i quali non manca certo l'ex pallone d'oro, allettato dalle sirene greche del l'Olympiacos Pireo, dall'accoglienza da star holliwoodiana che gli garantirebbero i Los Angeles Galaxy, oppure dal clima di festa che lo attenderebbe in caso di ritorno in Brasile, sponda Flamengo. Proprio ieri, Patricia Amorim, numero uno del club di Rio, ha dichiarato di aver parlato con Dinho, dal quale ha appreso la volontà di tornare in patria già dalla prossima stagione. La stampa brasiliana si sta scatenando e gli echi arrivano fino in Italia, tanto che nei prossimi giorni i vertici rossoneri dovranno uscire allo scoperto e chiarire se tutto ciò è fondato, oppure no.

GLI SCENARI - Che cosa succederebbe se davvero Ronaldinho lasciasse il Milan? Sarebbe uno smacco o, al contrario, un primo segnale di rinnovamento? Diamo qualche numero: Dinho ha un contratto che lo lega ai rossoneri fino al 30 Giugno 2011 e guadagna 8 milioni di euro a stagione, una cifra che via Turati cercherà in tutti i modi di dimezzare, in modo da abbassare l'elevato monte - stipendi dannoso per il bilancio della società. L'eventuale partenza del fuoriclasse, per una cifra che potrebbe andare dai 12 ai 15 milioni di euro, porterebbe tanto denaro fresco da investire immediatamente sul mercato. Dunque, tanti saluti ai lampi del trentenne Ronaldinho in mezzo al campo, ma un grande benvenuto ai possibili nuovi acquisti. Come sempre, si fanno tanti nomi intorno al mercato rossonero: Luis Fabiano, anche lui però sulla soglia dei trent'anni, il giapponese Honda, che il CSKA considera incedibile (almeno per ora), e le voci dei quotidiani sportivi spagnoli che parlano di un clamoroso ritorno a Milano di Ibrahimovic, questa volta in rossonero. Per lo svedese, però, non esistono probabilità in termini reali: oltre all'elevato costo del cartellino, i dieci milioni all'anno elargiti dal Barça sono impensabili per il Milan.

E IL RESTO? - Dopo la batosta che il calcio italiano ha rimediato nel Mondiale appena concluso, tocca ai club cercare di dare la scossa, ricominciando a investire sui giovani del nostro Paese che negli ultimi anni sono passati in secondo, se non in terzo piano. Per il momento, invece, il Milan è in stand by e da giorni si leggono sui giornali le dichiarazioni di dirigenti e giocatori che continuano a ripetere la frase meno cara a tutti i tifosi rossoneri: "Siamo a posto così". I risultati ottenuti nell'ultima stagione hanno dimostrato l'esatto contrario. La squadra ha un assoluto bisogno di rinforzi e sostituti che non mandino a monte i sogni di vittoria anche solo a causa di un infortunato illustre. Allegri vuole un gioco basato sulla corsa e sullo spettacolo: tanti giocatori avanti con l'età e a secco di motivazioni non glieli potranno garantire. Il centrocampo è il settore che più ha bisogno di interventi, così come le corsie esterne. Preferiremmo non arrivare, fra qualche tempo, a scrivere quell'odioso "Ve l'avevamo detto".

Samuele Sassu

 

12/07/2010

La partenza di Ronaldinho garantirebbe tanti bei soldoni, non c'è dubbio. Ai 15 milioni derivanti dalla cessione se ne aggiungerebbero altrettanti che finora sono stati destinati allo stipendio dell'ex pallone d'oro, al lordo delle tasse. Con un tesoretto del genere, si potrebbe arrivare a Honda, dotato di velocità e fantasia, oltre che di un'età certamente più giovane (24 anni). Se poi dovesse essere ceduto anche Huntelaar, destinazione Tottenham o Aston Villa, arriverebbero altri 20 milioni, busta paga compresa. Le disponibilità economiche per rilanciare una squadra vecchia e in parte demotivata ci sarebbero eccome.

Benché siano ancora da verificare, le dichiarazioni di Ronaldinho danno molto da pensare. E' davvero opportuno continuare a basare un progetto su un elemento tutt'altro che convinto di continuare con il Milan? No, assolutamente. Dinho, che in alcune foto scattate sulle spiagge di Rio è apparso piuttosto sovrappeso, è ben consapevole: la sua carriera già da qualche anno è in netta discesa. In Brasile o in America tornerebbe a sentirsi protagonista, in campionati meno impegnativi e con minori pressioni.

E' lecito chiedersi una cosa: di fronte all'evidente necessità di dare spazio ai giovani, com'è possibile che qualche giorno fa sia stato prolungato di un anno il contratto di Oddo? Per non parlare poi di Kaladze, che percepisce ancora un lauto stipendio, ma nella stagione passata è stato molto più attivo coi media, che non con la squadra in campo. Intervenire no?

ECCO IL MILAN 2010-2011
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