PRIMO TEMPO – Guidolin torna al 3-5-2 che la scorsa stagione ha dato le maggiori soddisfazioni al tecnico veneto.
Mirante in porta, linea difensiva composta da Panucci, Lucarelli e Paci, centrocampo con Zenoni, Mariga, Cordova, Galloppa e Castellini con coppia offensiva formata da Paloschi e Lanzafame.
Succede molto poco nei primi venticinque minuti, la prima occasione è di marca ducale con colpo di testa di Paci deviato in angolo dal portiere ospite Ujkani.
Grandissima occasione tre minuti dopo per il Novara con Vicentini che colpisce il palo dopo una grande azione personale con tiro dal limite.
Ujkani poi fa buona guardia su Paloschi ma l’equilibrio si rompe nell’unico minuto di recupero concesso dall’arbitro, il signor Candussio di Udine, quando è ancora l’indemoniato Vicentini a provare di nuovo un tiro dal limite che si spegne nel sette alle spalle di Mirante.
Finisce 0-1 per il Novara il primo tempo, e il Tardini brontola.
SECONDO TEMPO – Non ci sono cambi nell’intervallo e la ripresa ricomincia come era iniziato il primo tempo, ovvero emozioni zero fino al dodicesimo.
Cordova batte una perfetta punizione dall’ala destra che trova sul secondo palo l’accorrente Lucarelli, sempre abile negli inserimenti su calcio piazzato.
Raggiunto il pareggio Guidolin decide di non snaturare il modulo e cinque minuti dopo il gol toglie l’opaco Lanzafame per Bojinov.
A venti dalla fine è però ancora la squadra di Tesser, tatticamente perfetta, a tornare in vantaggio con un’altra azione personale, questa volta di Bertani che, con un altro tiro dal limite, batte di nuovo Mirante.
Il tecnico del Parma corre subito ai ripari inserendo Biabiany per Lucarelli e Antonelli per Mariga passando così al 4-4-2.
Cambi che però portano più il Novara vicino al 3-1, sfiorato in contropiede prima da Rigoni e poi da Lanteri, che il Parma al 2-2, con Bojinov che cade costantemente in fuorigioco.
Finisce 1-2 tra la gioia per l’impresa dei piemontesi, e gli impietosi fischi che cadono come pioggia dagli spalti sulle teste dei crociati.
“ME LO SENTIVO…” – È un Guidolin quasi fatalista quello che si presenta in conferenza stampa, tra cattivi presagi e richieste di pazienza che il pubblico dovrà avere per aiutare la squadra nella crescita.
"Avevo un brutto presentimento per questa partita – spiega il tecnico veneto - e avevo fatto anche un brutto sogno e quando faccio brutti sogni in genere non va mai bene, però non crediamo troppo a queste cose sennò ... ora comunque non cerchiamo alibi, adesso siamo in difficoltà.
Mi aspetta un duro lavoro e non è un problema di modulo adesso conta solo cercare di vincere tutte le nostre numerose scommesse e mi sa che ne abbiamo tante.
Il pubblico e i tifosi dovranno avere pazienza, questa squadra crescerà ma ci vuole tempo, se tra una settimana dopo Udine faremo ancora questi discorsi non avrebbe senso.
Per dare dei giudizi ci vorrà tempo.”
Alessandro Vignati